
AMBIENTI
Bosco planiziale
Gli interventi di bonifica effettuati nella bassa pianura monfalconese soprattutto fra il 1927 e il 1938 hanno risparmiato solo pochi lembi degli estesi boschi planiziali acquitrinosi che in origine coprivano la zona. Il cosiddetto “Bosco Grande” e il bosco degli Alberoni, seppur rimaneggiati e oggi di modesta estensione, rappresentano i resti di tali ambienti, peculiari sia dal punto di vista vegetazionale che faunistico. Tra gli uccelli infatti vi nidificano alcune specie altrove rare: rapaci diurni e notturni, il Colombaccio, il Picchio muratore, il Torcicollo e, negli ultimi anni, anche il Picchio nero.
Boschi e boscaglie golenali
Le golene della Riserva presentano boschi e boscaglie soprattutto nella loro parte settentrionale e in alcuni tratti a sud del ponte sulla strada provinciale Monfalcone Grado.
Le specie arboree principali sono il Salice bianco, vari pioppi, il Frassino ossifillo, l’Ontano nero e la Robinia.
Le fasce marginali sono densamente ricoperte da rovi, così come parte degli argini che a volte sono invasi dalla Robinia. Vaste aree vengono colonizzate dall’Amorfa, arbusto infestante originario dell’America settentrionale.
Questi ambienti sono molto importanti per alcune specie di uccelli sia durante le migrazioni, quando vengono frequentati da numerose specie di Passeriformi, sia durante il periodo della nidificazione.

Barene
Sono le aree emerse nella zona marina della Riserva, coperte da bassa vegetazione e sommerse dal mare solo durante le alte maree eccezionali.
Il terreno delle barene è caratterizzato da un elevato tenore salino, fattore che determina la presenza della tipica vegetazione alofila (= amica del sale) con Giunco marittimo, Limonio, ecc.
Le zone di transizione fra le barene e le velme sono generalmente colonizzate da cinture erbose di Spartina.
L’acqua marina penetra nelle barene attraverso tortuosi canali e “ghebi”.
Durante l’alta marea le zone arenicole meno disturbate dell’Isola della Cona fungono da dormitori per uccelli come il Chiurlo maggiore (simbolo della Riserva) e l’Airone cinerino.

Velme
Sono fondali marini, sabbiosi o fangosi, ciclicamente scoperti dalle basse maree.
Si tratta di ambienti che rappresentano quasi un terzo dell’intera superficie della Riserva.
Le velme sono in parte occupate dalle praterie di Zostera nana e da alghe marine, ma presentano anche superfici prive di vegetazione (su fanghi e, in prossimità della barra di foce, su sabbie fini).
In questi ambienti vivono numerose specie di invertebrati, che rappresentano il cibo preferito di uccelli limicoli, come il Chiurlo maggiore o il Piovanello pancianera.
Durante i mesi invernali, a seguito del divieto di caccia entrato in vigore con l’istituzione della Riserva Naturale, le velme dell’Isola della Cona vengono popolate da imponenti stormi di uccelli acquatici, fra i quali spiccano per consistenza numerica il Fischione e la Folaga.

Depositi sabbiosi e isole ghiaiose della foce
La zona di Punta Spigolo, in prossimità della parte sinistra della Foce dell’Isonzo, è caratterizzata da un ambiente estremamente dinamico, modellato dalle forze del mare, del vento (Bora) e del fiume, che con frequenti piene qui deposita grandi quantità di sabbie e ghiaie.
Le isole sabbiose esterne, a volte coperte con rada vegetazione, sono un ambiente estremamente importante per la nidificazione di specie minacciate e vulnerabili, come il Fraticello e la Beccaccia di mare, e fungono da posatoi di alta marea per altri uccelli come cormorani, limicoli e gabbiani.
Greto e ambiente fluviale
Nella parte settentrionale della Riserva, dalla confluenza con il Torre fino al ponte della provinciale Monfalcone Grado, il corso dell’Isonzo è caratterizzato da estesi materassi di ghiaie e sabbie, visibili nei periodi di magra del fiume.
Nelle zone più rilevate di queste “isole” si sviluppano spesso fitte boscaglie di salici, resistenti alla forza d’impatto del fiume in piena. Gli ambienti ghiaiosi aperti sono adatti alla nidificazione di uccelli come il Corriere piccolo e il Piro-piro piccolo.

Coltivi
Una parte del territorio della Riserva è occupato da zone coltivate, principalmente a mais, soia e barbabietola.
Consistenti sono anche gli impianti artificiali di pioppo ibrido da cellulosa.
Gli ambiti coltivati sono in genere poveri di vegetazione spontanea e di specie animali. Fanno eccezione alcuni argini ricoperti da cespugli ed alcuni canali artificiali con acqua di risorgiva, nei quali resiste la caratteristica vegetazione acquatica.
Ai bordi dei coltivi nidificano uccelli come la Cappellaccia e il Saltimpalo, nei pioppeti il Rigogolo, mentre d’inverno le colture vengono frequentate da aironi e poiane.

Pascoli e prati
Alcune zone della Riserva sono gestite a pascolo mediante l’utilizzo di grandi erbivori, quali cavalli e bovini.
In seguito al temporaneo abbandono del pascolo, negli anni ottanta, l’area si stava progressivamente ricoprendo di canneti e cespugli. Attualmente tale tendenza viene favorita in alcune zone, escludendovi l’accesso del bestiame, mentre in altre la reintroduzione del pascolo ha permesso di recuperare le praterie ed incrementare notevolmente la biodiversità di numerose specie vegetali e animali.

Paludi temporanee e perenni di acqua dolce e ripristini ambientali
Questi ambienti, pressoché scomparsi dal territorio dell’attuale Riserva a cause delle grandi bonifiche, sono stati ricostruiti a più riprese a partire dagli anni novanta.
Le zone bonificate e arginate dell’Isola della Cona sono state rimodellate – con scavi e interramenti delle scoline preesistenti – ed allagate con l’ausilio dell’acqua piovana e di falda artesiana.
Le paludi di acqua dolce, così formatesi, di profondità variabile, vengono gestite allo scopo di farle divenire un rifugio e una fonte di cibo per le numerose specie di uccelli in tutte le stagioni.
I ripristini in prossimità del Centro Visite ospitano numerose coppie nidificanti di limicoli, tra i quali la Pavoncella, il Cavaliere d’Italia e il Corriere piccolo.
Nei mesi autunnali e invernali sono numerose le anatre e le oche che frequentano le zone riallargate; vengono principalmente per riposare, attirate dal livello alto dell’acqua, ma anche dall’assenza di disturbo.
Durante le migrazioni primaverili e autunnali i limicoli ricercano gli invertebrati sui prati umidi e nell’acqua bassa. Nei mesi estivi gli aironi si nutrono di rane e pesci nelle acque rese basse dall’evaporazione e numerose anatre portano a termine la muta del loro piumaggio. La vegetazione prevalente è costituita da canneti (di Cannuccia di palude, di Lisca e di Tifa) e da praterie umide con erbe di diverse specie. Il taglio estivo e parziale della vegetazione crea ampi spazi aperti, invitanti per gli uccelli acquatici, così come il periodico disseccamento e riallagamento di alcune zone palustri è di grande rilevanza per l’incremento del numero di specie presenti nella Riserva.

Canneti
Il grande canneto di Punta Sdobba, chiamato appunto Caneo, è influenzato sia dalle acque dolci dell’Isonzo, sia da quelle salate del mare. L’altezza e la densità delle canne è quindi maggiore nelle zone più vicine al fiume e minore nelle aree attraversate da ghebi e canali comunicanti con il mare, dove la Cannuccia di palude viene soppiantata dalla Lisca.
Sono diffuse anche le praterie di Giunco marittimo e di Giunco di Gerard. Altri canneti di minore estensione, ma di elevato interesse naturalistico, si sviluppano lungo la parte finale della riva sinistra del fiume, nell’area di ripristino ambientale e in poche altre zone impaludate di acqua dolce.
Questi ambienti sono luoghi di riproduzione di varie specie di uccelli, come il Tarabusino, l’Airone rosso, la Cannaiola e il Cannareccione.
Aree marine sommerse
I tratti marini della Riserva sono poco profondi (fino a 3 – 4 metri), con fondali costituiti da sabbie fangose e sabbie fini superficiali, dove si sviluppano vaste praterie di fanerogame (erbe) marine.
Questi ambienti danno rifugio, in tutti gli stadi della loro evoluzione, a numerose specie di pesci, crostacei, molluschi ed altri invertebrati.
Durante i mesi invernali vengono frequentati da molti uccelli, soprattutto svassi, cormorani, anatre marine e folaghe; in estate si possono osservare numerosi Marangoni dal ciuffo, mentre il Cigno reale è presente tutto l’anno.
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